teatro d'autore
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Teatro Collettivo

Il teatro collettivo è un’occasione, una possibilità di coinvolgere non professionisti o persone alla prima esperienza e costruire, con il supporto di attori professionisti, una storia, un progetto teatrale che si stalli in tematiche territoriali politiche e sociali, ricordando il “teatro di quertiere”. Questo concetto di teatro di quartiere si rifà al teatro spagnolo degli anni settanta . La compagnia viene contattata da un Pubblico, come da un privato, un’ associazione, una cooperativa e viene commissionata un opera teatrale su tematiche specifiche che il teritorio richiedente pone al centro della propria area d’ indagine

Intorno ai temi scelti un gruppo cospicuo di persone, minimo 15, si incontrano e allestiscono uno spetacolo a seguito della supervisione dei professionisti. Questo evento, necessariamente deve essere inserito in una festa popolare, come in una serie di eventi che aiutino a sviscerare l’ argomento.

Anche in questo l’ Associazione pone, in fase organizzativa, la sua massima disponibilità.

Questo tipo di teatro si pone come obiettivo di intervenire culturalmente ed in senso dialettico nell’ espressione quotidiana della città, proponendo attraverso l’ arte del teatro l’aggregazione, attraverso il testo provocatorio l’ analisi. I finali sono sempre dolce/amari e non giudicanti, i contenuti seguono le esigenze del territorio.

IMG_6614“Défilé de femmes scritto, diretto da  Silvia Imperi

Interpreti:

  • Cecilia di Giuli,
  • Silvia Venturi,
  • Silvia Imperi,
  • Riccardo Bartoletti

Light designer, responsabile allestimento Valentina Taddei

E’ una storia che ripercorre il femminismo attraversando la battaglia dell’ emancipazione e la scoperta dell’ autodeterminazione .

Inoltre l’ evento si contestualizza in un progetto più amplio ” I semi del sapere” , seguito dalla Biblioteca Comunale di Terni, in collaborazione con ICSIM (Istituto, Cultura , Franco, Momigliano) per la valorizzazione dell’ artigianato artistico femminile. (Umbria)

Per maggiori informazioni sull’ allestimento si prega di consultare il dossier nella pagina spettacoli

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Il progetto “Défilé de femmes”si pone l’obiettivo principale di porre in relazione l’artigianato artistico femminile di un qualunque territorio , con il teatro e il tema femminile dell’ autodeterminazione attraverso il lavoro creativo, proponendo uno sfilata-spettacolo, un copione teatrale di parola in cui tutte le attrici presenti indosseranno capi d’artigianato locale , con ambientazioni create con oggetti messi a disposizione dalle artigiane-artiste.
Il progetto è quasi interamente femminile, nello spettacolo è prevista un’unica presenza attoriale maschile. Le professionalità chiamate in campo sono: attrici, artigiane, architetti, designer, grafici e tecnici video. L’obiettivo principale d’innovazione non risiede nell’idea quanto nei contenuti. Il desiderio è quello di proporre, attraverso una storia che ripercorre le battaglie femministe sia nel sociale che nel privato, la possibilità di comprendere quanto il lavoro delle donne, soprattutto nella sfera creativa debba essere valorizzato. Défilé come sfilata dei ruoli delle donne, come la sfilata delle manifestazioni femministe.

CONTENUTI ULTERIORI

Lo spettacolo deve essere un’occasione per mettere in rete le professioniste dell’artigianato, dargli un’occasione d’incontro concreta in cui una storia sull’identità di genere si trovi perfettamente collocata in un ambiente di bellezza e unicità, in cui soprattutto la singolarità possa acquistare un nuovo spessore per proporre un diverso pensiero di competizione, non quantitativa o conservativa, ma innovativa e qualitativa, quale quella dell’artigianato.
Il prodotto artigianale, come quello teatrale è ripetibile, ma non riproducibile, esiste in se senza la possibilità di essere copiato tale e quale nemmeno dagli stessi che lo creano.
Il teatro, inoltre, propone in maniera evidente ciò che l’artigianato promuove in misura sottesa: un rapporto con la collettività, una restituzione all’esterno, attraverso l’oggetto di quello che nasce come un relazione a due all’interno del rapporto di committenza che altro non è che uno scambio di desideri: il desiderio di chi chiede un oggetto e il desiderio dell’artigiano di crearlo.
Il desiderio creativo è paradigma del teatro, ognuno propone se stesso, ognuno si propone in relazione ad un gruppo.
L’artigianato artistico, come il teatro, è creatività, desiderio, piacere del lavorare, perché dedicarsi ad un prodotto diviene canale d’espressione, è tradizione ma soprattutto innovazione creativa favorita dalle richieste dei committenti stessi o di un pubblico uditore, con cui si rinsaldano legami territoriali basati, non su uno scambio economico ma su uno scambio culturale, di contenuti nuovi.

Défilé de femmes di Silvia Imperi – ‘Défilé in Esterni’

Montaggio video dello spettacolo e promo  Greca Campus

Interpreti video Silvia Imperi, Miriam Nori (artigiana)

Défilé de femmes di Silvia Imperi – ‘Défilé nei Negozi’

Montaggio video dello spettacolo e promo  Greca Campus

Interpreti video Silvia Imperi, Miriam Nori (artigiana)

 Un ringraziamento particolare ai negozi in cui si sono strutturati i vedo; L’ Abitacolo(Terni) e Opera(Terni) e a coloro che hanno messo a disposizione gli abiti:  Corpi d’ arte(Amelia)   

vicino alle eterne maddalene  teatro colettivoLE ETERNE MADDALENE

Drammaturgia e scrittura Silvia Imperi

in collaborazione con Associazione Asteria

L’ allestimento teatrale “Le Eterne Maddalene” vuole restituire la possibilita’ di riflettere in maniera dialettica il vissuto delle donne, non come vittime o carnefici di sistemi preesistenti ma come  possibilita’ di cambiamento.

Per maggiori informazioni e video consultare la sezione pubblicazioni

oppure associazioneasteria.webs.com e quandomichiameraidonna.jimdo.com

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Maria di Nazaret, Maria Maddalena, le mistiche , le streghe, le donne che si sono fatte portatrici di saperi, di cambiamenti, sono per noi oggi ancora riferimenti per  modificare  sguardo e  cammino.E’ necessario restituire, pero’,  a noi stessi il desiderio di non imprimerle in maniera assoluta nelle pietre del tempo, di non fermarle ad uno sterile racconto di quello che di loro si “conosce”o forse si conosce, ma di viverle come un  unica grande voce che dal passato chiede ascolto ad un presente ancora  lontano da quei saperi di cui si sono fatte testimoni. Sara’vero che la censura e’ il passato,  che i dubbi di quelle donne non appartengono alla nostra generazione, oppure e’ vero che gli uomini sono vittime tanto quanto le donne di una cultura parziale, dei due grandi archetipi a confronto del sacro e del profano .

CONTENUTI ULTERIORI

Maria di Nazaret sara’una  donna qualunque, Maria Maddalena verra’ vestita e spogliata di tutti gli oggetti che dall’ iconografia le sono stati attribuiti per ritornare ad essere uno dei piu’ grandi interrogativi della storia. Si racconteranno in parte Bellezza Orsini, Giovanna D’ Arco, Santa Teresa .

Nella parte incentrata sulla figura di   Bellezza Orsini sarà presentata una breve sequenza  ispirata al Ballo della Morte, tradizionale ballo  pantomimico che viene danzato  a Taggia   il 22 Luglio, giornata in cui si celebra la Festa della Maddalena. La tradizione coreutica taggese  vede due uomini interpretare u masciu (l’uomo) e a Lena (la donna, la Maddalena); nella “citazione” dell’Associazione Asteria saranno due donne  a riproporre sulla scena i movimenti di questa danza che si ricollega ad antichi riti precristiani ed  alla celebrazione dei cicli della natura

teatro-collettivoLA SCELTA

Drammaturgia e Regia di  Silvia Imperi.

Il tema principale su cui si richiedeva una riflessione erano la valorizzazione della maternità come scelta, l’ evidenziare la mancanza dei servizi a sostegno della donna, raccontare il problema delle ragazze madri.  (Campania)
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La scelta è uno spettacolo che investe una collettività femminile cooperativa e dedicata ala famiglia.
Lo spettacolo , riproponibile ovunque, propone un lavoro con 12 , 15 .
Alcune raccontano il loro vissuto in una piccola città, le proprie battaglie lavorative, per quelle che sono divenute avvocatesse, dottoresse, professioniste, affrontando il macro tema della conciliazione lavoro/famiglia, problema molto italiano e altre delineano le priorità dell’ essere madri oggi in Italia, il tema del lavoro domestico , il tema della realizzazione personale che spesso per le donne si muove o attraverso la maternità , o attraverso una carriera, che esclude la possibilità della famiglia.

Al centro di queste tematiche tanto scottanti per il nostro paese, una ragazza, giovanissima, rimane incinta.
Lei , trasferitasi a Milano , per trovare lavoro, torna in Campania, sua terra d’ origine , per le vacanze Pasquali.
La madre, matriarca e dispotica, scoperta lo stato della figlia, sceglie per lei la maternità, non le permette di abortire.
Così, ai nostri giorni si consuma una tragedia d’ altri tempi, che apre le porte ad un altro tema molto attuale, quello della pillola abortiva, non ancora applicabile in molte città del meridione Italiano.
L’ intervento chirurgico e invasivo non viene accettato dalla madre , che , aiutata da molte sue coetanee,  crea un contesto molto rassicurante per la figlia, ma falso.
Le trova un lavoro, una casa, crea nuove relazioni sociali, tutte false, manipolate.

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Il tema centrale è tutto Italiano relativo all’ approccio delle famiglie , delle madri soprattutto, alla crescita dei propri figli.
Lo spettacolo racconta il sostegno spesso malato delle madri, le personalità succubi dei figli, il peso delle tradizioni e del conservatorismo.
Lo spettacolo, se pur affrontando tematiche forti, è in realtà molto divertente e folclorico, fatto di intrighi, di fraintendimenti , di equivoci.
Il Lieto fine è alle porte, come in ogni spettacolo Italiano che si rispetti, ma risulterà un finale
dolce /amaro che accontenterà le mamme, ma  meno le figlie.


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